Il viaggio si ferma qui. Pollino Basket perde Gara 3 della semifinale playoff contro la FAAM Matese 66-80 e chiude la propria stagione. Una sconfitta che fa male, come è giusto che faccia, ma che non riesce a scalfire tutto quello che questo gruppo ha costruito in questi mesi. Un’impresa sportiva, e qualcosa di più.
Il PalaFilpo è strapieno. Come ormai siamo abituati a vedere. Castrovillari si presenta in massa, ancora una volta, per spingere i propri Lupi verso la finale e quella cornice di pubblico, quel calore, quella voce che ha riempito ogni angolo del palazzetto racconta meglio di qualsiasi statistica quanto questa squadra sia riuscita ad entrare nel cuore della città. Ed è proprio guardando quella gente stipata sulle tribune che torna forte un pensiero: tutto questo entusiasmo merita una casa degna. Un palazzetto vero, moderno, capace di contenere davvero il movimento che questa società ha saputo generare. Le istituzioni non possono più fare finta di non vedere.
In campo, i Lupi partono con il piglio giusto. Jasarevic è ispirato fin dalle prime azioni: sfrutta gli extra pass e le penetrazioni di Gutierrez con intelligenza, segna tre triple nel solo primo quarto e regala alla squadra un vantaggio di dieci punti. Il PalaFilpo esplode. Sembra la notte giusta. Ma il basket è uno sport crudele, e bastano pochi minuti per cambiare inerzia. Matese aumenta l’intensità, coach Falcombello mette mano alle rotazioni con lucidità e ottiene il massimo da ogni giocatore, e la Pollino progressivamente si spegne: meno precisa, meno efficace a rimbalzo, meno reattiva sulle palle vaganti. Matese rientra e il primo tempo si chiude sul 39-39 — parità perfetta, partita aperta, tutto ancora possibile.
Il terzo quarto è quello che decide la stagione. Matese sale ancora di livello, più voglia, più lucidità, più cinismo, mentre i Lupi perdono contatto e cercano soluzioni individuali che non bastano a fermare l’ondata avversaria. Il parziale del terzo periodo parla chiaro: 26-14 per Matese, punteggio che sale a 65-53 e che pesa come un macigno. Nel quarto finale i ragazzi di coach Mucci ci provano, Gutierrez, sempre lui, infaticabile, inesauribile, porta a casa 23 punti complessivi con il solito 13/14 ai tiri liberi, ma non c’è più la spinta per rimontare. Finisce 80-66.
Finisce tra le lacrime. Tra gli applausi. Tra l’abbraccio di tutta Castrovillari a una squadra che ha saputo farsi amare, partita dopo partita, vittoria dopo vittoria, trasferta dopo trasferta. Questi Lupi, giovani, affamati, a tratti straordinari, hanno consegnato alla città una stagione che non si dimenticherà facilmente. Hanno dimostrato che il progetto ha basi solide, che la crescita è reale, che il futuro può essere ancora più bello di quello che abbiamo visto. Purché tutti, a partire dalle istituzioni, facciano la propria parte.
Grazie a tutti. Ci vediamo il prossimo anno.